sabato 4 settembre 2010

Vivere a orecchio

Salve miei cari (presunti) lettori. Torno a postare sul blog dopo tempo immemore, dopo un lasso di tempo quasi infinito.

Sono successe molte cose da allora, ma sostanzialmente non è successo nulla.

La mia vita scorre sempre uguale, persino troppo, inframezzata dai miei errori, dai miei vizi, e da qualche bel momento.

In questo periodo, più che mai, sono legato ad una canzone, una di quelle passate più inosservate dell'intera opera di Ligabue, il cui titolo è lo stesso di questo post.

Sarà per il suo essere cruda, breve, sintetica, piena di carica, non so spiegarlo, ma la sento molto mia.

Non ho molto altro da dire per la verità, per cui non posso fare altro che linkarvi la canzone e fornirvi il testo, sperando che possa piacervi ed essere in qualche modo "d'aiuto".

Vivere a orecchio

Faccio come un uomo
gioco a fare il duro
monto con il lego uno scherzo di futuro
che il futuro è fuori garanzia
un bacio e via
vado come un uomo
sono complicato
passo la mia lingua sul taglio nel palato
non mi lascio stare a modo mio
a modo mio

e poi vivere a orecchio
senza ricette che qualcun'altro ha prescritto
e poi starci un po' stretto
ma vivere a orecchio

faccio come un uomo
tu che cosa credi?
un giorno è solo amore

il giorno dopo spero
tu rimani donna più che puoi
proviamo noi

e poi vivere a orecchio
senza ricette che qualcun'altro ha prescritto
e poi starci un po' stretto
ma vivere a orecchio

e poi vivere a orecchio
metterci di tutto e forse stonare di brutto
e poi senza biglietto
vivere a orecchio

da dove ti viene il mar di mare
da dove ti viene una canzone
da dove ti viene il peggio di chi sei? chi sei?
vado come un uomo
ci provo fino in fondo
a stare come tutti
in pari come il mondo

e poi vivere a orecchio
senza un soggetto che qualcun altro ha già scritto
e poi starci un po'stretto
ma vivere a orecchio

e poi vivere a orecchio
metterci di tutto e forse stonare di brutto
e poi senza biglietto
vivere a orecchio

da dove ti viene da vomitare
e dove ti porta una canzone
da dove ti viene il meglio di chi sei
il meglio di chi sei?

giovedì 1 aprile 2010

Sperimentazione d'avanguardia...

Eccomi qui nel mio caldo lettino, a scrivere di avanguardia da un cellulare, la notte prima di un esame impossibile, in uno dei miei famigerati attacchi di insonnia, mista ad ansia, mista a paranoia... Ma, ''io non sono Ulisse, io non so resisterle... Slegatemi e gettatemi giù... Slegatemi e gettatemi giù...''

Sperimentazione d'avanguardia...

Eccomi qui nel mio caldo lettino, a scrivere di avanguardia da un cellulare, la notte prima di un esame impossibile, in uno dei miei famigerati attacchi di insonnia, mista ad ansia, mista a paranoia... Ma, ''io non sono Ulisse, io non so resisterle... Slegatemi e gettatemi giù... Slegatemi e gettatemi giù...''

mercoledì 31 marzo 2010

Riflessione Politica

La politica si fa nelle piazze tra la gente, e soprattutto non si fa per partiti a compartimenti stagni. Il sistema bipolare è un fallimento clamoroso, la gente ha bisogno di uomini e di idee concrete, non di sigle di partiti e segretari inetti, eletti con primarie decentrate e decontestualizzate. Vergassola ieri sera ha centrato il punto in una domanda delle sue all'ospite di turno, il giornalista Ivo Diamanti: "Chi ha sottratto più voti al PD? La lista di Grillo, Di Pietro, o Pierluigi Bersani?". Domanda a mio avviso acutissima, come chi l'ha formulata. Purtroppo però è sempre più diffiicile trovare uomini di televisione che come Vergassola, Santoro, Crozza, Vauro e pochi altri, riescano a stimolare la mente degli spettatori. Come dicevo, ci vogliono uomini ed idee nuove, giovani e moderne, è necessario svecchiare questa classe politica, so che potrebbero sembrare banalità, ma lo specchio di tutto ciò sono le recenti elezioni. Hanno vinto gli uomini, non i partiti, ed hanno vinto quegli uomini che si sono fatti i calli tra le folle, facendo politica alla vecchia maniera. Nichi Vendola ne è l'esempio più lampante. Spero soltanto che l'esempio di Vendola possa essere un punto di partenza, per un futuro migliore. Purtroppo però dubito che possa avvenire, siamo troppo ignoranti per rendere questo possibile...

lunedì 29 marzo 2010

La faccia tosta...

E' davvero incomprensibile come talvolta la gente abbia persino la faccia tosta di rinfacciare certe cose di cui tu non hai alcuna colpa. Non ho davvero parole per descrivere la rabbia che mi assale in questo momento, ma non intendo aggiungere troppi particolari, non voglio entrare troppo nel personale, per non divulgare storie che riguardano anche terzi, che potrebbero continuare a rinfacciare più di quanto già non facciano. Trattato come un reietto, sono stato praticamente ostracizzato, hanno sputato sulla mia dignità negandomi persino il saluto con uno slancio di rancore dal sapore basso-medioevale, mi hanno trattato come l'ultimo degli stronzi, e hanno anche da rinfacciare e pretendere. Penso che vi stiate sbagliando di grosso, e che vi siate fatti un'idea distorta di quello che sono io. Mi avete dipinto come il peggiore dei criminali, con la complicità di una persona davvero ignobile quanto inetta. Siete padroni della vostra vita, amministratela come meglio credete, ma la mia, lasciatela stare, è meglio per voi.

Inciampare nei ricordi...

Sarà capitato anche a voi, di inciampare nei ricordi. Caderci dentro senza aspettarselo, e scoprire che il gusto del passato è agrodolce. Sapere di aver già letto quel libro, già vissuto quella storia, sapere che ci è piaciuto ma a tratti è stato devastante. Sapere che le nostre scelte, giuste o sbagliate che fossero ci hanno portato fino a dove siamo ora: nel mio caso davanti ad una tastiera e ad un monitor dove ho riletto in qualche sperduto byte del web pagine di un mio vecchio blog. Sapete, non è affatto piacevole rileggere le pagine di un passato per molti versi scomodo, che spesso ti porta a capire quanto sei stato coglione, quanto ti credevi grande e quanto in verità eri minuscolo. E non è piacevole neppure sapere che i bellissimi momenti che hai voluto immortalare in quel dato periodo, sono svaniti, spazzati come la polvere viene spazzata dal vento, e purtroppo per te non torneranno mai più a bussare alla tua porta chiedendoti di poter entrare di nuovo. Così ti accorgi di quanto ti manchino alcune persone che nella tua vita sono state determinanti, ma ti accorgi anche di quanto la scelta di eliminarne altre sia stata saggia ma, come dicevo, il sapore nella bocca resta agrodolce. Come qualcosa rimasta incompiuta, troppo amara per essere considerata dolce, troppo dolce per disprezzarla considerandola amara...